mercoledì 27 gennaio 2021

PER RICORDARE SEMPRE

Melia Azedarach o Albero dei rosari
 

Ho custodito, e riletto oggi, per ricordare la Giornata della Memoria (Erinnerung), alcune frasi scritte da Erich Maria Remarque:

"La finestra era aperta. Mi venne in mente la storia di Ero e Leandro e la fiaba dei figli di re dove una monaca spegne la luce e il figlio del re annega: io non ero un figlio di re, pensai. I tedeschi possiedono molte belle fiabe e ciò nonostante, e forse proprio per questo, anche i più crudeli campi di concentramento del mondo".

Queste ultime parole dello scrittore tedesco, toccano profondamente, all'inizio disorientandoci: "Com'è possibile accosta le fiabe ai campi di concentramento?". Poi ci fa riflettere: dentro ciascun individuo possono convivere forze creative potenti (pensiamo soltanto alle fiabe dei fratelli Grimm o ancor prima alle fiabe di Hoffmann) e allo stesso tempo tremendi livelli di crudeltà.

Diventa estremamente importante continuare a sensibilizzare le nuove generazioni attraverso testimonianze, racconti, storie e film perchè spesso è facile dimenticare.

Mi piace allora pensare che i rami di un albero possano essere come le braccia di un uomo e le sue bacche i suoi pensieri, i suoi ricordi. Per ogni bacca una storia, un ricordo. Questo albero è chiamato anche albero dei rosari: facendo passare fra le mani il piccolo seme tondo, continuo a ricordare, a raccontare, a pregare.

 


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