giovedì 16 settembre 2021

PILLOLE DI PSICOLOGIA ANIMALE

L'ELEFANTE (E) E IL TOPO (T)

 


E: "Dunque il suo problema è quello di sentirsi piccolo..."

 

E: "Trovo che lei abbia delle orecchie piccole, ha visto le mie prima quando è entrato qui nella stanza di terapia, come sono grandi. Perché le sue sono così piccole?

E poi che coda corta che ha, la mia invece è bella lunga.

Le mie zampe sono molto grandi, riesco a schiacciare frutta secca a volontà in una sola volta. Perché le sue sono così piccole invece?".

 

T: "E' perché sono stato molto molto malatino".

 

Dunque il topino non soffre di un complesso di inferiorità, diagnosi dell'elefante, è un tipo modesto, umile, capace di ridimensionare il suo io.

 

Uno speciale grazie al fumettista Guillermo Mordillo Menéndez.

martedì 3 agosto 2021

    NUVOLE DI PAROLE PER ADULTI


Fumetti, nuvole di parole per adulti, per riprendere contatto con la propria parte bambina.

Piccoli passi per adulti per camminare a fianco dei loro figli e del loro bambino interiore.

Piccoli passi verso quella parte di sé spesso dimenticata, perduta o cancellata che continua a vivere in noi e che talvolta può farci lo sgambetto perché sta soffrendo e non lo sappiamo. Pensare a quella parte e coltivarla può aiutarci a trovare delle risorse per dar sostegno e far crescere quella adulta.

Ci definiamo adulti, ma forse lo siamo solo d'età.

Come diceva Bill Watterson, l'autore di questo fumetto, la maggior parte degli uomini invecchia senza crescere e in fondo ad ogni adulto c'è un marmocchio che pretende che vada tutto come vuole lui.

E' importante allora nutrire la vita dell'adulto, a volte così arida, sviluppare la sua fantasia andando a ripescare elementi della vita bambina, della vita adolescente, nei ricordi, sogni e racconti, continuando a ripercorrere i suoi passi e chissà avere la possibilità di ritrovare le proprie impronte sul sentiero, avanzando con la sensazione di avere un piede grande accanto ad un piedino.

 

I mostri continueranno ad esistere, sia nella mente del bambino che in quella dell'adulto; non certo perché, come suggerisce la mamma a Calvin, nel proseguo del fumetto, se a quella cosa non penso allora vuol dire che non esiste più. Forse, quei pensieri mostruosi, dopo averli esteriorizzati e drammatizzati raccontandoli prima alla mamma e poi all'inseparabile tigrotto Hobbes (che si anima soltanto quando i genitori non sono presenti), potranno trasformarsi e assumere forme diverse, più tollerabili.

giovedì 22 luglio 2021

IL ROSPO E LA PRINCIPESSA
Illustrazione di Chris Riddell
 
Sì, è un abbraccio anche questo; certo soprattutto da parte del rospo che si avvinghia fortemente al vestito della schizzinosa principessa.
Non capita tutti i giorni di incontrare un rospo, di solito si vede più facilmente in una calda giornata d'estate. Potrebbe trattarsi di un incontro speciale. Cosa potrebbe accadere se, come nella fiaba dei fratelli Grimm (il principe ranocchio), il rospo si trasformasse in un principe? Che tipo di coppia ne uscirebbe fuori?

 
Uno speciale ringraziamento agli SOS ANFIBI che aiutano ad attraversare fossati e strade a rane, rospi e salamandre; importantissimi anfibi che gli automobilisti stecchiscono con facilità.


lunedì 12 luglio 2021

INTUIZIONE
Illustrazione di Franco Matticchio

 
Che fare davanti ad una difficoltà che stiamo per attraversare? Un cambiamento di lavoro, una separazione, una difficoltà di relazione con i figli...
Rimane tutto dentro la mia testa e il mio cuore o chiedo aiuto?
 
L'immagine rimanda ad un uomo che pensa e per un'intuizione (insight), si accinge ad affrontare il problema. Una lampadina si è improvvisamente accesa in lui e ha deciso di scegliere una chiave. Ha compreso che la scelta è arrivata non certo dal nulla; prima si sentiva confuso e disorientato, trovandosi ad osservare un gran numero di problemi ed enigmi (le chiavi), ma dopo un intenso e paziente lavoro di racconto e ascolto, durante le sue sedute di psicoterapia, qualcosa in lui è accaduto.
 

mercoledì 27 gennaio 2021

PER RICORDARE SEMPRE

Melia Azedarach o Albero dei rosari
 

Ho custodito, e riletto oggi, per ricordare la Giornata della Memoria (Erinnerung), alcune frasi scritte da Erich Maria Remarque:

"La finestra era aperta. Mi venne in mente la storia di Ero e Leandro e la fiaba dei figli di re dove una monaca spegne la luce e il figlio del re annega: io non ero un figlio di re, pensai. I tedeschi possiedono molte belle fiabe e ciò nonostante, e forse proprio per questo, anche i più crudeli campi di concentramento del mondo".

Queste ultime parole dello scrittore tedesco, toccano profondamente, all'inizio disorientandoci: "Com'è possibile accosta le fiabe ai campi di concentramento?". Poi ci fa riflettere: dentro ciascun individuo possono convivere forze creative potenti (pensiamo soltanto alle fiabe dei fratelli Grimm o ancor prima alle fiabe di Hoffmann) e allo stesso tempo tremendi livelli di crudeltà.

Diventa estremamente importante continuare a sensibilizzare le nuove generazioni attraverso testimonianze, racconti, storie e film perchè spesso è facile dimenticare.

Mi piace allora pensare che i rami di un albero possano essere come le braccia di un uomo e le sue bacche i suoi pensieri, i suoi ricordi. Per ogni bacca una storia, un ricordo. Questo albero è chiamato anche albero dei rosari: facendo passare fra le mani il piccolo seme tondo, continuo a ricordare, a raccontare, a pregare.

 


sabato 16 gennaio 2021

 NANI DA GIARDINO

E' soltanto un'ipotesi, ma credo che i nani da giardino siano i custodi di residui, scarti, materiale grezzo e polveri sottilissime caduti dal regno delle fiabe e depositati su di essi. Forse i proprietari non ne sono consapevoli: 

"Mi racconta la storia di quei nani?".

"Abbiamo tolto la cisterna del gas e li abbiamo messi lì per coprire".

Il nano è un silenzioso custode di elementi magici, fantastici dimenticati e da riscoprire, da far rivivere per collegarli alla nostra realtà. Diventa così possibile e salutare intrecciare tra loro realtà e immaginazione, razionale e irrazionale; non come opposti, ma come complementari. La fantasia è uno strumento per conoscere la realtà per adulti e per piccini.

In un piccolo paese, di poco più di 4000 abitanti percorrendo 5 km, ne ho incontrati 7; ciascuno circondato da un alone di forte personalità. 

Il primo è un nano del tipo mimetico, collocato in una stradina di passaggio, che osserva i passanti e se scorto sorride e sembra seguire il viandante con lo sguardo.



Una coppia di nani del tipo lavoratore infaticabile, minatori ed esploratori, esperti di pietre dure e preziose.


Di nuovo una coppia, questa volta di nani o gnomi burloni nascosti sotto una conifera del tipo nano.



Un nano che simpatizza con l'abete per la forma del suo cappello.



Un nano elfo sistemato fra una calla e altre piante del giardino.


Qualche tempo fa si sentiva quella storia di ladri che sottraevano i nani dai giardini, chissà forse avevano capito che avevano in sé un segreto, perciò quando incontrerete un nano da giardino, non ignoratelo, soffermatevi un po' ad osservarlo per capire se si tratta di un nano buono e portatevi a casa qualcosa della sua magia o se già ne avete uno dategli la giusta importanza.



giovedì 7 gennaio 2021

PAURE BAMBINE NELL'ADULTO

Un colloquio immaginario tra un padre (P) e uno psicoterapeuta (T).

P: "Nostro figlio ha incubi notturni spaventosi, vede tigri sotto il suo letto, serpenti, valanghe che lo travolgono e questo unito ad un comportamento diurno tanto diverso da quello di ogni altro bambino".

T: "Il bambino ha qualche paura evidentemente, ma chi non ne ha? Mi pare che lei abbia detto che il bambino sogna le tigri sotto il suo letto. Beh! Non mi sembra che questo sia tanto anormale, in un certo senso tutti noi abbiamo qualche tigre sotto il nostro letto. Non crede?

P: "Che cosa significa?".

T: "Ecco, nel caso del bambino, come nel nostro, la tigre rappresenta ciò che non controlliamo; qualcosa o qualcuno di cui abbiamo paura".

P: "Cosa dovremo fare per liberarci di queste sue tigri immaginarie?".

Continuiamo ad immaginare un padre ancora molto concentrato sulle paure del figlio che fatica a staccarsi dall'idea che abbia qualcosa che non va e non riesca a prendere contatto con il bambino che è stato lui e che ancora vive dentro di lui. Chissà forse spegnendo la luce ricorderà come diceva alla mamma: "A letto, la notte ho molta paura".