Francesca Tacconi psicoterapeuta
martedì 3 febbraio 2026
LA COMPLESSITÁ DEL NOSTRO MONDO INTERNO
mercoledì 28 gennaio 2026
IL LINGUAGGIO SIMBOLICO DELLA FIABA
Il linguaggio simbolico della fiaba per esplorare la nostra storia personale
Le fiabe contengono al loro interno un linguaggio segreto, fatto di metafore, simboli e immagini che possono aiutarci a comprendere meglio la fase della vita che stiamo attraversando; soprattutto in un gruppo, la ricchezza che può essere trovata con l'aiuto di altre persone, per mezzo di questo lavoro psicoterapico, è immensa, come recarsi ad una sorgente o a una fonte d'acqua.
Il dialogo fra il rospo e la principessa Fotografato nel 2018 a Pietrasanta |
Dei rospi vengono sputati da un ragazza arrabbiata con la madre che l'ha obbligata ad andare a prendere l'acqua al pozzo nella fiaba "Le fate", detta anche "Rospi e diamanti" sempre di Perrault.
Ma la fiaba a cui mi riferisco per il lavoro di gruppo che ci sarà per alcuni mesi è quella del "Principe ranocchio o Enrico di Ferro" dei fratelli Grimm, nella quale il rospo ha davvero un ruolo incredibile.
mercoledì 3 dicembre 2025
BIANCANEVE
Una delle fiabe più conosciute e amate, viene letta e interpretata partendo dalla sua forma più antica, più vicina a quella originaria della tradizione orale e utilizzata .
Un laboratorio di fiabazione per adulti e adolescenti, dove la fiaba si mette in azione, facendo muovere il nostro ricco mondo interno e lo mette in comunicazione con la nostra coscienza.
mercoledì 5 novembre 2025
LE DIFFICOLTÀ DI RELAZIONE AL TEMPO DEI SOCIAL NETWORK
LE DIFFICOLTÀ DI RELAZIONE AL TEMPO DEI SOCIAL NETWORK
Un buon dialogo tra generazioni è sempre stato complesso, ha generato conflitti e discussioni. Paradossalmente nell'era più tecnologizzata dei social network, dei grandi contatti, dei molti mi piace, la comunicazione si è molto inaridita, si parla poco in famiglia, nelle coppie; si trascorre lungo tempo a scrollare anche in presenza delle persone a cui si vuol bene. Sono aumentati il bullismo, il cyberbullismo, il suicidio tra gli adolescenti, l'apatia e la solitudine.
È molto importante, continuare a riflettere e dialogare sull'uso che facciamo delle tecnologie nelle nostre relazioni e non soltanto quando accadono situazioni drammatiche, ormai irrimediabili.
Quando la psicologia è a servizio per aiutare e sostenere la costruzione e lo sviluppo di un dialogo. Nulla nasce spontaneamente, tutto si costruisce con costanza, pazienza e sentimento.
giovedì 16 settembre 2021
"L'ELEFANTE E IL TOPO"
PILLOLE DI PSICOLOGIA ANIMALE
E: "Dunque il suo problema è quello di sentirsi piccolo..."
E: "Trovo che lei abbia delle orecchie piccole, ha visto le mie prima quando è entrato qui nella stanza di terapia, come sono grandi. Perché le sue sono così piccole?
E poi che coda corta che ha, la mia invece è bella lunga.
Le mie zampe sono molto grandi, riesco a schiacciare frutta secca a volontà in una sola volta. Perché le sue sono così piccole invece?".
T: "E' perché sono stato molto molto malatino".
Dunque il topino non soffre di un complesso di inferiorità, diagnosi dell'elefante, è un tipo modesto, umile, capace di ridimensionare il suo io.
Uno speciale grazie al fumettista Guillermo Mordillo Menéndez.
martedì 3 agosto 2021
NUVOLE DI PAROLE PER ADULTI
NUVOLE DI PAROLE PER ADULTI
Piccoli passi per adulti per camminare a fianco dei loro figli e del loro bambino interiore.
Piccoli passi verso quella parte di sé spesso dimenticata, perduta o cancellata che continua a vivere in noi e che talvolta può farci lo sgambetto perché sta soffrendo e non lo sappiamo. Pensare a quella parte e coltivarla può aiutarci a trovare delle risorse per dar sostegno e far crescere quella adulta.
Ci definiamo adulti, ma forse lo siamo solo d'età.
Come diceva Bill Watterson, l'autore di questo fumetto, la maggior parte degli uomini invecchia senza crescere e in fondo ad ogni adulto c'è un marmocchio che pretende che vada tutto come vuole lui.
E' importante allora nutrire la vita dell'adulto, a volte così arida, sviluppare la sua fantasia andando a ripescare elementi della vita bambina, della vita adolescente, nei ricordi, sogni e racconti, continuando a ripercorrere i suoi passi e chissà avere la possibilità di ritrovare le proprie impronte sul sentiero, avanzando con la sensazione di avere un piede grande accanto ad un piedino.
I mostri continueranno ad esistere, sia nella mente del bambino che in quella dell'adulto; non certo perché, come suggerisce la mamma a Calvin, nel proseguo del fumetto, se a quella cosa non penso allora vuol dire che non esiste più. Forse, quei pensieri mostruosi, dopo averli esteriorizzati e drammatizzati raccontandoli prima alla mamma e poi all'inseparabile tigrotto Hobbes (che si anima soltanto quando i genitori non sono presenti), potranno trasformarsi e assumere forme diverse, più tollerabili.





